L’Analisi Bioenergetica

L’Analisi Bioenergetica è un metodo di intervento che integra il lavoro sul corpo al processo analitico, messa a punto negli anni cinquanta dal medico e psicoterapeuta americano Alexander Lowen (1910-2008). Essa affonda le sue radici nell'opera di Sigmund Freud, fondatore della psicoanalisi e nell’Analisi del Carattere di Wilhem Reich. Presupposto fondamentale dell’Analisi Bioenergetica è che ogni individuo, indipendentemente dall'età e dalla propria formazione culturale,  disponga di un'energia vitale che spesso però viene repressa, bloccata o inibita da ostacoli di origine psicologica o ambientale. La tensione cronica e spesso inconsapevole di alcuni gruppi muscolari che ne deriva, limita la mobilità e la spontaneità dell'Individuo, impedisce di avere una respirazione piena e rende di conseguenza difficoltosa la manifestazione libera e spontanea dei sentimenti, riducendo di fatto la capacità di essere sè stessi e di vivere pienamente la vita. Prendendo a poco a poco contatto con il proprio corpo, ricettacolo dell'esperienza di vita di ogni persona, e imparando a sentire che cosa accade in esso, il processo mira ad aiutare le persone a comprendere chi sono e perché funzionano in un dato modo. Tuttavia, essendo una terapia anche analitica, l’analisi bioenergetica usa la maggior parte delle tecniche psicoanalitiche per facilitare il raggiungimento di questo obiettivo. L’analisi dei sogni, i lapsus verbali, i transfert e le resistenze ad esso associate sono tutti aspetti importanti dell’Analisi Bioenergetica.

La Psicologia Umanistica

La Psicologia Umanistica rappresenta una corrente di pensiero sorta negli Stati Uniti nel 1962 per opera di un gruppo di studiosi del comportamento, guidati da Abraham Maslow, come C Rogers, F. Perls, E.Berne e R.Assagioli. Tale modello teorico si propone di valorizzare la dignità della persona nella sua interezza psicofisica, ponendo l’accento su alcuni aspetti fondamentali e imprescindibili della natura umana come l’intenzionalità, la creatività, il libero arbitrio e l’autorealizzazione. Ciascuno di noi infatti possiede una “natura intima”, in parte specifica dell’individuo, in parte della specie; essa contiene i bisogni fondamentali, le emozioni, le capacità, le potenzialità, i talenti e tutto quanto caratterizza il della persona. Ma questo nucleo spesso è molto debole perché i suoi contenuti sono per lo più inconsci o rimossi; inoltre i condizionamenti culturali, l’educazione ed il timore della disapprovazione finiscono per soffocarlo, finendo con il tarpare le ali alla libera espressione di sé della persona, imprigionando naturalezza e spontaneità.  Il disagio scaturisce proprio dalla repressione di tali contenuti e gli eventuali disturbi che ne possono derivare sono considerati quindi come un blocco al naturale processo di auto-sviluppo e di auto-realizzazione dell’individuo

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